Dubbi sul futuro di Mkhitaryan, la proprietà vuole ‘svecchiare’ l’organico di Inzaghi: rescissione anticipata o cessione all’estero, due strade percorribili per scavalcare la scadenza nel giugno 2026
Fino alla scorsa stagione considerato uno degli inamovibili assoluti dell’organico nerazzurro a disposizione di Simone Inzaghi, dalla prossima le cose potrebbero decisamente cambiare. Per Henrikh Mkhitaryan quella attuale appare infatti come un’annata di transizione da sfruttare al massimo delle proprie capacità finché la condizione fisica potrà reggere il peso dei tantissimi impegni sul calendario, fra campionato e coppe.
Di certo non per strafare o per impressionare qualcuno, visto che ha già dato prova delle proprie qualità per moltissimo tempo. Quanto piuttosto per convincere la dirigenza dell’Inter a credere ancora su di lui. La situazione contrattuale di Mkhitaryan fino a giugno 2026 non è a rischio ma ciò che preoccupa, per così dire, il calciatore nerazzurro sono le imposizioni societarie in materia di ‘svecchiamento’ della rosa.
Come noto infatti, l’insediamento di Oaktree ai vertici societari non ha donato soltanto respiro economico e qualche garanzia finanziaria in più ma conta anche di apportare sostanziali modifiche da qui ai prossimi anni per far sì che la squadra possa mantenersi competitiva anche al rinnovamento delle vecchie file. Dall’alto dei suoi prossimi trentasei anni il centrocampista armeno tuttofare rientrerebbe in questa categoria in esubero, al pari di Francesco Acerbi e Stefan de Vrij ormai etichettati come over-30 da valutare.
Nel caso in cui Giuseppe Marotta e Piero Ausilio, di comune accordo con il calciatore e lo stesso tecnico Inzaghi, fossero decisi a lasciarlo libero di accasarsi altrove, il nuovo scenario professionistico di Mkhitaryan potrebbe ammettere la presenza di qualche offerta succulenta dal mondo saudita. Con il duplice punto di domanda: rescissione anticipata oppure cessione dietro pagamento?
Nella prima via, l’Inter sgancerebbe da subito un peso importante dal monte ingaggi, così da permettere al comparto esecutivo di operare sul mercato con maggiore flessibilità a caccia dell’eventuale sostituto. Rigorosamente giovane e di prospettiva. Nella seconda ipotesi, invece, Mkhitaryan potrebbe calcare lo stesso cammino intrapreso da Marcelo Brozovic.
Il club saudita dell’Al-Nassr, ove l’ex centrocampista croato attualmente milita, ha dalla sua anche Stefano Pioli. Uno che ha potuto tastare sulla propria pelle nel corso dell’esperienza al Milan le profonde qualità dell’armeno, a sua volta anche più vicino geograficamente a casa. Qualunque possa essere la strada verso la Saudi Pro League, la certezza è una sola: l’ingaggio. Mkhitaryan percepirebbe infatti almeno un biennale a condizioni astronomiche, come accaduto in tutti i precedenti con le vecchie glorie del calcio europee che hanno sposato progetti al di là del Mar Rosso.
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