L’ex Milan non ha nostalgia dell’Italia. Dopo le smentite dell’agente Riso, anche il centrocampista ha confermato di essere felice in Premier
Al Newcastle lo hanno accolto come un eroe e gli hanno già perdonato la lunga assenza dovuta alla squalifica. Oggi parla di una seconda vita e si definisce come un ragazzo più disponibile e generoso: “Sono uno che riesce a parlare con tutti: con chi ha bisogno di aiuto e con chi non ne ha… Non più solo dentro il campo“, ha detto in una recente intervista a La Repubblica.
Ripensa ai suoi errori, Sandro Tonali, mentre cerca di tornare protagonista in campo. Nei mesi scorsi si è parlato spesso di un suo possibile ritorno in Italia. Ed è stata chiamata in causa anche l’Inter, un club che si era interessato al suo profilo già nel 2020, quando giocava nel Brescia.
L’ex Milan ha ammesso di aver affrontato una lunga corte da parte del club nerazzurro. “Ogni giorno se ne parlava, sentivo il mio procuratore e i dubbi erano grandi“, ha raccontato a La Repubblica. “Ma non ho mai accettato la destinazione: non perché non sia una squadra forte, ma non mi reputavo felice al 100%“.
Il Milan era per lui una destinazione più gradita, e quando è arrivata la chiamata di Maldini non ha avuto dubbi. Poteva finire all’Inter, ma ha scelto di aspettare il Milan, altrimenti, così racconta il centrocampista, sarebbe rimasto al Brescia. Ai tempi, in tanti avevano dato quasi per sicuro il passaggio di Tonali dal Brescia all’Inter. Oggi il centrocampista dice però di aver rifiutato la destinazione, anche se sappiamo che alla fine il club nerazzurro cambiò obiettivo. Non avendo la liquidità necessaria per accontentare la richiesta del club lombardo (più di 10 milioni), preferì mollare la trattativa.
Il no all’Inter di Tonali: “Non ero felice“
Il Milan lo prese invece in prestito con obbligo di riscatto. 7 milioni più 3 di bonus. Si trattava del club tifato dal calciatore sin dall’infanzia. Dopo tre anni, i rossoneri lo hanno venduto al Newcastle per circa 64 milioni di euro. Un grande affare, specie in considerazione del fatto che subito dopo il centrocampista è stato bloccato da una lunga squalifica relativa al caso delle scommesse sportive illecite su partite di calcio su cui indagava la Procura di Torino.
Tonali ha dunque sempre voluto il Milan. “Me l’ha trasmesso mio papà, questo legame col Milan“, ha spiegato, raccontando poi che da bambino faceva colazione con la tazza rossonera di Gattuso. “Quando il trasferimento si è concretizzato, ho chiesto a Rino il permesso di indossare la sua numero 8“.
Riguardo alle scommesse, il centrocampista ha ammesso che la cattiva abitudine è partita quand’era ancora un ragazzino. Ha iniziato a diciassette anni: “Sono sempre stato introverso. Non è facile essere sempre il più piccolo in squadra: nei primi anni a Brescia mi isolavo“. La consapevolezza che le scommesse fossero diventate un problema non è mai arrivata del tutto: “Quando una persona è in una situazione del genere, è difficile chiederle se è malata. Dirà sempre di no“.
In Inghilterra è felice perché il suo attuale club lo ha protetto e perché i tifosi non lo hanno mai criticato o giudicato. Per questo, un suo ritorno in Italia non è così fattibile. Primo, perché ci vorrebbero molti soldi. E poi perché potrebbe accettare solo il Milan come destinazione. I Toon potrebbero chiedere intorno ai 45 milioni di euro. Troppi per i rossoneri.