La sosta per le nazionali scatena di nuovo l’esasperazione dei club. Stavolta ci sarà addirittura un procedimento giudiziario
I ko in nazionale fanno più male di quelli subiti durante la stagione? Statisticamente, complici i cambi di ritmo e i lunghi spostamenti, gli infortuni che i giocatori subiscono con le maglie delle nazionali sembrano più gravi e frequenti. La percezione di gravità è comunque accresciuta dalla lontana: i calciatori si fanno male mentre si stanno allenando o stanno giocando lontano dal loro club, dallo staff medico che sa gestirli e monitorarli.
In questa ultima pausa per le nazionali, il club più colpito dagli infortuni è stato il Bayern Monaco. I tedeschi hanno perso Davies, che starà fuori almeno cinque mesi, e Upamecano, che potrebbe averne per un mese.
Ma il Bayern, prossimo avversario dell’Inter in Champions League, non ci sta. E ora minaccia azioni legali contro il Canada. La dirigenza del club bavarese accusa i canadesi di una “grave negligenza“. Ma cos’è successo?
Il Bayern Monaco crede che la Federazione Canadese di Calcio abbia sulla coscienza il grave infortunio subito dal laterale Alphonso Davies durante la partita della Nations League CONCACAF contro gli Stati Uniti. Davies, che si è fermato prima del quarto d’ora di gioco, ha riportato la rottura del legamento crociato del ginocchio. E per lui la stagione è già finita. Il punto è che Davies era arrivato già mezzo ammaccato al ritiro del Canada.
Il Bayern Monaco fa la voce grossa: “Negligenza continua“
Dunque, la nazionale nordarmericana avrebbe gestito in modo superficiale, cioè negligente, l’intera situazione. Lo staff medico canadese non avrebbe dovuto permettere a Davies di giocare, visto che il laterale, a detta del Bayern, soffriva già di problemi muscolari.
Inoltre, i bavaresi affermano che il giocatore è stato convocato e poi costretto a un volo intercontinentale di dodici ore senza un’adeguata valutazione medica. Tutto ciò per una partita, a giudizio dei tedeschi, senza rilevanza sportiva. E, in effetti, il Canada è già qualificato a priori per i Mondiali 2026, dato che è il Paese ospitante.
Il boss del Bayern, il CEO Jan-Christian Dreesen, ha dichiarato che il club si riserva il diritto di intraprendere azioni legali contro la Federazione Canadese proprio per questa presunta negligenza. Al Bayern Monaco sono evidentemente agitati: la squadra, attualmente in testa in Bundesliga (a 6 punti di vantaggio sul Leverkusen) dovrà affrontare l’Inter in Champions League fra pochi giorni, e ha troppi infortunati.
“Mandare un giocatore chiaramente infortunato con un ginocchio danneggiato su un volo intercontinentale di dodici ore senza un esame medico approfondito è, dal nostro punto di vista, una grave negligenza” ha dichiarato Dreesen, “e una violazione chiara del dovere di diligenza medica“.
Il lamento di Dreesen
Il CEO dei Die Rotern ha poi aggiunto che far partire Davies titolare è stato scorretto e incomprensibile, e non solo perché il ragazzo aveva già problemi muscolari prima della partita. Il problema, per l’amministratore, sarebbe stato rappresentato dall’impegno in sé: “una gara senza rilevanza sportiva“.
Il Bayern Monaco, a quanto pare, non ce l’ha con il difensore. “È il capitano, vuole prendersi le sue responsabilità“. La colpa, nel caso, sarebbe solo della nazionale canadese. Il Canada, in realtà, aveva tutto il diritto di schierare un giocatore che ha risposto alla convocazione. E la partita contro gli Stati Uniti (vinta per 2-1) non era inutile: il match era valido per il terzo posto della Nations League della Concacaf.
Anche l’Inter ha una brutta esperienza simile con il Canada. Nell’estate dello scorso anno, Buchanan venne convocato da Jesse Marsch per la Copa America e giocò tutte e tre le gare della fase a gironi, poi, in allenamento, subì la frattura alla tibia. E rimase fuori per quattro mesi.